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Alessandro
Rindi

 

  

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L'OMBRA DEI BURATTINAI

 

PROSA E VERSI

 

Ci affanniamo alla ricerca di un applauso. Lottiamo, sudiamo, ci sfiniamo, ci esauriamo, solo per un sorriso di approvazione, e loro non ci degnano nemmeno di una smorfia, continuano impassibili a decidere la trama della nostra vita.

Crediamo di poter scegliere, di poter cambiare le cose, ma in realtà siamo guidati da burattinai che passano il tempo ammirando le nostre piroette affannose. Viviamo all’oscuro di tutte le forze che aleggiano intorno a noi, credendo di conoscere tutto e credendo di poter scegliere, invece peschiamo le carte dal loro grande mazzo come in una lotteria programmata e già scritta, tutto è inevitabile. Tutto era già stabilito prima di tutte le cose, prima di tutti i sentimenti, prima di esserci.

Mi sembra di vederli, seduti davanti a una scrivania, vecchi dai capelli e barba bianca, impassibili ma compiaciuti di fronte alle nostre infinite fatiche e alle nostre disgrazie, mentre ci illudiamo di libertà.

A turno entriamo in scena, uno a uno ci fanno pescare dal loro grande mazzo. Scegliamo una carta e nasciamo.

Peschiamo molte carte dal loro grande mazzo, una carta per la scuola, una per il lavoro, una per l’amore, una per la salute, una per le disgrazie e così via, ma quando peschiamo la carta nera è la fine.

Alcuni sono al corrente di tutto, alcuni sanno chi muove i fili, alcuni muovono i fili.

Sono bravi a illuderci. Sono bravi a farci emozionare.

Escogitano sempre nuovi bisogni e nuovi desideri da trapiantarci nella mente, false esigenze indotte, così forti da farci fare file chilometriche per indebitarci e pagare con rate infinite oggetti che servono solo al loro scopo d’ipnosi generale.

Sono loro a causare carestie, epidemie e terremoti, tutto per averci sotto controllo, per dividerci, ricchi contro poveri, nazioni contro nazioni, uomo contro uomo.

A volte mi fermo, fermo il mio mondo, mi isolo e cerco di capire chi sono e dove sono. Scruto con attenzione tutto, fuori e dentro di me. A volte mi riesce.

A volte sento vibrare le risposte nel profondo delle mie viscere, allora scavo ancora più a fondo e a arrivo quasi a materializzarle. A volte quando tutto sembra chiaro si apre come una voragine dentro di me, saltano tutte le certezze, tutte le convinzioni e ho paura. L’essenza vera del terrore mi prende alla gola e mi toglie il fiato. Diventa insopportabile e mi porta molto vicino alla follia. Penso che sia meglio continuare a essere ipnotizzato, ma l’ipnosi da sola non riesce a togliermi tutte le paure. Ho paura. La paura fa parte dell’essere umano, è la paura che per secoli ci ha fatto fare cose atroci. Abbiamo cercato di combattere la paura con la ricerca del potere, di compensarla con l’egoismo e la ricchezza.

Abbiamo ucciso per paura, abbiamo bruciato persone accusandole di colpe assurde, abbiamo devastato continenti e ora stiamo finendo di uccidere la terra; tutto questo per paura.

A volte penso che sia meglio essere ipnotizzati.

Tutto è assurdo, viviamo in un mondo irreale, in una frenetica apnea generale.

Ma chi ha deciso che dovesse andare proprio così e chi decide che debba continuare ad essere tutto così? I soliti burattinai.

Forse non sono nemmeno umani, sono lì da millenni che ci guardano e scommettono su di noi come a una corsa di cavalli. Puntano tutto sulla nostra ignoranza e sul nostro egoismo, perché sanno che soli e ignoranti come siamo non riusciremo mai a capire la verità.

Grazie a loro l’uomo invidia l’uomo, l’uomo subisce l’uomo, l’uomo combatte l’uomo, l’uomo violenta l’uomo, l’uomo deruba l’uomo, l’uomo annienta l’uomo.

Ci fanno distruggere da soli e non ce ne rendiamo conto.

Ci fanno morire di malattie inventate da noi, morire sotto macchinari inventati da noi, morire nelle guerre fatte da noi.

Ma chi decide che debba continuare ad essere tutto così?

Credo che sia meglio pensare che l’uomo sia veramente sotto chi sa quale forma d’ipnosi, tutto avrebbe maggior senso e io sarei giustificato.

Sono bravi i burattinai.

A volte sono stato veramente vicino alla verità, ma se ne accorgevano subito, allora mi facevano innamorare così avevo altro a cui pensare. Ero felice e la felicità mi distoglieva dalla verità.

A volte riuscivo a controllare le mie emozioni di gioia e di amore razionalizzando i sentimenti e il sesso e così facendo riuscivo a intravedere di nuovo la verità, ma i burattinai se ne accorgevano ancora e immediatamente mi facevano pescare delle carte brutte che mi riempivano di problemi e cose da risolvere, così avevo altro a cui pensare.

Ho vissuto sempre in un vortice di sentimenti indotti, quando felice e quando triste, sempre con qualcosa che mi riempiva la mente. A volte mi avvicinavo di nuovo alla verità, ma loro mi facevano pescare sempre altre carte per ipnotizzarmi.

Sono bravi i burattinai.

Ogni tanto vivo rari momenti di razionalità e di intuitiva lucidità e in quei momenti riesco quasi a intravederla. Ma la vita va troppo veloce, la quotidianità con i suoi finti problemi e necessità mi distoglie dall’illuminazione, inoltre più mi avvicino alla verità, più ho paura.

Meglio rimandare, meglio non pensarci, meglio essere ipnotizzato, meglio pescare una nuova carta e andare avanti nelle mie false certezze e illusorie speranze.

Tutti noi ogni tanto abbiamo barlumi di verità, ma non li fermiamo, spariscono da soli nel tran-tran o li scacciamo perché ci fanno paura.

Prima di addormentarmi, quando il cuore mi batte forte nella gola e tremo mentre cresce la paura, mi copro meglio per sentirmi più protetto, mi rannicchio su un fianco e spero di addormentarmi quanto prima. La verità mi fa paura.

Mi coccolo nell’illusione di non essere solo e questo mi distoglie dalla ricerca della verità.

Vorrei incontrare i burattinai, solo loro sono in grado di svelarmi tutto e di fermare le mie paure. Un giorno non troppo lontano tutti conosceremo la verità, ma io vorrei conoscerla ora.

E se avessimo la possibilità di trovarci di fronte a un oracolo e di poter fare una domanda? Una sola domanda per una sola risposta.

Quale sarebbe quell’unica domanda?

 

Alessandro Rindi

 

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Alessandro Rindi è nato a Lucca nel 1968. Temperamento artistico ed eclettico, approda alla letteratura in età non più
giovanissima cercando lo spazio interiore per provocare, suscitare domande sul destino umano e riflettere sul ruolo
enorme che la paura gioca nella vita e nelle scelte di tutti noi. Sposato e con due splendide bimbe, vive a Lucca con la sua
famiglia.

 

L'OMBRA DEI BURATTINAI
è il numero 31 del catalogo

 

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