LibertàEdizioni News

04/07/2011

IL FRONTE DEL GELO

Filed under: Recensioni — Administrator @ 08:17

Ho finito il tuo lavoro, è da genio folle, a parer mio, mi è piaciuto un sacco. Sei completamente fuori da ogni schema. Fabrizia Scipioni

Ciao Anna, ho iniziato a leggere Fronte del gelo… È scritto davvero bene, con parole ricercate che sembrano poesia. Rossella Ghigliotti

Ciao Anna, ho letto libro, è divertente e pieno di ironia. Milena Testoni

Ho finalmente finito di leggere il tuo ultimo libro. Una bella storia ben scritta (ma non avevo dubbi)  Mirko Micheletti

Mi è piaciuto molto Fronte del gelo (era ora). L’ho letto gustandomelo e senza farmi troppo prendere dalla vena di tristezza che vi è. Diego Clemente

06/04/2011

ASSOCIAZIONE LABORIOSI.IT – RECENSIONI / INTERVISTE

Filed under: Interviste,Laboriosi.it,Recensioni — Administrator @ 10:03

Associazione Laboriosi.it

Sono disponibili le seguenti recensioni / interviste circa i seguenti libri:

Storie volte al senso, di Elettra Bianchi

Cucire la memoria, di Franco Bomprezzi

Salud, di Beppe Casales

L’anima nelle mani, di Renato Pezzano

Trenta secondi di clandestinità, di Matteo F. Ponti

Avvisiamo la gentile clientela, di Enrico Mattioli

11/10/2010

HANDICAP POWER – romanzo di Franco Bomprezzi

Filed under: Recensioni — Administrator @ 07:27

Colpevole, colpevole, colpevole. Io, nella fattispecie, che ci ho messo un bel trimestre prima di leggere il romanzo di Franco Bomprezzi. Franco è uno con i controcazzi, un giornalista di quelli veri, di quelli che scrivono, fanno inchieste, si indignano e fanno indignare, ma sanno anche far divertire e — ma questo l’ho scoperto soltanto dopo — possono essere un’ottima, piacevolissima compagnia. Dopo una splendida serata a cena, dopo esserci strafocati di carne argentina e aver brindato commossi al “Triplete” dell’Inter, Franco, con un sorriso, ha dato a me e a Paola una copia del suo romanzo. “Fatemi sapere”, ha detto, poi basta. E’ importante, questo: perché di solito, chi ti dà un suo libro da leggere poi insiste, e insiste, e insiste… e per questo motivo, visto che Franco non ha insistito proprio (cifra questa che, mi son reso conto, è caratteristica poi degli scrittori veri), ribadisco il mio: colpevole, colpevole, colpevole. L’ho lasciato lì per tre mesi e ora potrei anche raccontarvi che è stato perché stavo per traslocare, perché ero incasinato, perché la mia mamma non stava bene, perché mio padre era rimasto chiuso nell’autolavaggio (cit.) o perché il gomito mi faceva contatto col piede (ri-cit.). Invece no, niente di tutto questo: con la stessa sincerità di Franco, ammetto che il suo romanzo l’ho lasciato scavalcare da tanti altri libri che dovevo/volevo leggere proprio perché era un romanzo di quelli che ti vengono dati a mano. E poi Franco è cavaliere (senza cavallo, come specifica in quarta di copertina) di mille battaglie e io, lo ammetto, temevo che il romanzo fosse un’altra di queste. Un’altra battaglia, sacrosanta e combattuta, ma che — di solito — mal si sposa con la narrazione, trovando invece ben più consono spazio in articoli, inchieste e simili formati. Oh, come sbagliavo. Finalmente traslocato, negli scatoloni amorevolmente aperti e curiosati da me e Paola, ecco che Handicap Power salta fuori, bello intonso, preciso preciso come la sera di maggio in cui Franco ce l’aveva regalato. Mi sono messo a leggerlo quella sera stessa: sembrava interessante riposarmi dalle fatiche della transumanza con in mano un libro agile, sottile, che avrei sicuramente finito in quattro-cinque ore. Oh, come sbagliavo. Non nel definirlo agile e sottile, e nemmeno nella proiezione cronometrica della lettura. Sbagliavo nel considerarlo “leggero”. Ops. No, in realtà, sbagliavo nel considerarlo “pesante”. Ehm. E adesso? Si pone il problema… perché Handicap Power è un libro leggero, scorrevolissimo, divertente e ironico… ma al tempo stesso è pesante, perché nel suo centinaio di pagine o poco più fa riflettere su un sacco di cose. Sul mondo dei “rotellati”, per esempio, dandoci un punto di vista spostato di almeno settanta/ottanta centimetri più in basso. Handicap Power ha le rotelle come Franco Bomprezzi, ma ha anche un motore della madonna, come la stra-mitica carrozzella Silver Bullet dell’omonimo romanzo di Stephen King (uscito in Italia con il penosissimo titolo di Unico Indizio la Luna Piena). Ma, credetemi, farei un torto marcio a Franco se riducessi il suo romanzo soltanto a questo. Se mi limitassi a parlare del suo power come ironica e perfetta, sorridente denuncia e trascurassi tutto il resto. Anzi, sapete cosa faccio? Dell’over-strato di significanza non parlo proprio. Perché, miei cari, il romanzo di Bomprezzi possiede ciò che molti, troppi, moltissimi e troppissimi romanzi italiani degli ultimi cinquant’anni non posseggono né si sognano di possedere: la storia, diobòno, la STORIA! In un’Italia futurprossima, divisa in stati e staterelli post-leghisti, tornata come d’incanto al pre-rinascimento dei comuni e delle città-stato, proprio al confine della Signoria di Milano, esiste un’anomalia, la Contea della Sacra Ruota, micro-stato indipendente governato, retto e fondato sull’handicap. E’ un mondo (tristemente, poi spiego perché) all’incontrario, dove ogni barriera architettonica è stata abbattuta e dove gli unici “camminanti” a cui è concesso di vivere insieme con i “rotellati” sono i non-vedenti e gli spastici che ancora si reggono in piedi. Le case hanno i soffitti bassi, le scale sono state abolite, ogni struttura è costruita e pensata “a misura di rotelle”. Tutto questo per il genio rivoluzionario di Giovanni dalle Ruote Nere, che è riuscito a creare Utopia laddove nessuno lo riteneva possibile. In questo contesto si inserisce la storia di Paolo e Francesca (altra citazione, al pari del Conte Giovanni, di cui il libro è letteralmente e piacevolmente infarcito), il primo camminante catturato durante un’operazione di spionaggio per conto dei Signori di Milano, la seconda sua rotellata carceriera. Come i loro eponimi, tra i due sboccerà l’amore, che porterà infine la bella Francesca a tradire il suo ruolo e a far fuggire Paolo, guardandolo correre via sulle sue gambe prima di tornare sui solchi tracciati dalla sua carrozzella e prendere il posto di consigliera speciale di Giovanni dalle Ruote Nere. C’è suspense, e c’è anche la sospensione della realtà che è propria dei migliori romanzi fantastici tradizionali: Bomprezzi riesce a farci entrare in un mondo che è coerente e affascinante, e lo fa con una scrittura visiva che ci permette di immaginare luoghi, persone, ambienti quasi lo stessimo vedendo al cinema (che è un po’ ciò che capita con i libri migliori: si proiettano vividi sullo schermo delle nostre palpebre semichiuse). Il travaglio interiore di Francesca, che si ritrova a mettere in dubbio i dogmi su cui Giovanni dalle Ruote Nere ha fondato la sua rivoluzione, si trasforma in coraggio prima e in consapevolezza poi, lanciando un messaggio che non è quello dell’ìsolamento e dell’esasperazione, ma quello dell’integrazione e della tolleranza verso chi cammina. Giovanni, personaggio straordinario da par suo, è rivoluzionario alla Fidel Castro, ma un poco più illuminato, perché si rende conto, dopo qualche decennio, che la rivoluzione delle Rotelle morirà se non si adatterà ai tempi e alle nuove esigenze degli abitanti della Contea: che, come spiega il narratore in uno dei passaggi più significativi del romanzo, ormai sono abituati ad avere tutto “a portata di mano”, e iniziano a capire che, a volte, la noia può essere più ingombrante persino della carrozzella. La vicenda si dipana secondo un ritmo perfetto, scorrevole e godibilissimo. La distorsione percettiva di noi “camminanti”, come Paolo costretti d’un tratto a vedere le cose da seduti, contribuisce immensamente al fascino del romanzo. Una grande storia d’amore farà il resto, rendendo Handicap Power un libro che, se vi capita di trovarlo da qualche parte o in qualche libreria illuminata, dovete assolutamente mettere nel cestello prima di avviarvi alla cassa. Non mi resta che spiegare quel “tristemente” di qualche riga sopra, prima di terminare la recensione: è il “tristemente” di Giovanni dalle Ruote Nere, che si accorge di quanto il “progresso” non sia la rivoluzione che proibisce a chiunque di camminare, ma l’integrazione delle due realtà, proprio quell’integrazione che, mancando clamorosamente, aveva dato inizio al moto rivoluzionario che ha portato alla creazione della Contea. Quante, quante cose in questo libro. E pensare che, oltre a una storia divertente, solida, ironica, appassionante… beh, è pure un libro che fa riflettere. Ma, vi prego, non rifletteteci troppo: godetevelo puro e duro, che è molto meglio. Perché, se pensate di ridurlo a questo — a una denuncia, a una battaglia — beh, allora tanto vale che togliate il Power del titolo e ci lasciate soltanto l’Handicap. E, credetemi, questo libro non se lo merita proprio.

Stefano Massaron

Per acquistare:   libro cartaceo   eBook

16/12/2009

MARILENA CERTO – LA STELLA NEL QUADRO (ROMANZO)

Filed under: Recensioni — Administrator @ 12:54

  
Biografia:

MARILENA CERTO, nasce a Napoli, in particolare nella periferia orientale, area ad alta densità di abbandono dell’età prescolare dei presidi scolastici, forte tasso di disoccupazione e un decadente aspetto urbano-paesaggistico; soltanto di recente recuperato a monte di spennellamenti ed imbastimenti dei beni più architettonicamente da salvaguardare a cui fa man forte centri e circoli ricreativi, nonchè l’impianto sportivo per eccellenza  “Il Centro Ester”, dove pure ho offerto il mio contributo nell’azione saltuaria di volontariato e dei gruppi di sostegno dell’infanzia e della musica, oltre che soprattutto una precipua distinzione nello studio seminaristico, a monte di convegni e incontri, atti all’applicazione del Messaggio e della sua peregrina OPERA di esportazione con spostamenti nei luoghi e nelle dimore care al sacro impegno della fede, da Lourdes …all’onnipresente San Giovanni Rotando, ove porto di volta in volta il mio credo rinfrancato di speme e tensione votiva, imperniate sulla tenacia e sulla ricerca del diverso che solo la vera Forza della Fede può riscattare.

 

Esco da una maturità faticosa negli anni in cui mi impegnavo con il mondo della moda e dello spettacolo, in realtà non a discapito di quel marchingegno, che si chiama lavoro,che mi ha fatto scoprire però la dedizione per la corsa e la pratica sportiva disciplinata e costante, anche se ultimamente causa impegni e fattori fisici, mi hanno costretta a sospendere per un bel pezzo.. e sin qui trova questa specificazione, ma in realtà per una sempre combattuta ansia di evadere dalla propria famiglia, seconda di quattro figli, vicina alla prima per poco meno di un anno e agli altri due con margini più dilatati..esco indenne dai conflitti delle prime scoperta, perché , forse , il carattere più volitivo mi imponevano di avanzare sempre in avanscoperta con i genitori e con le conquiste in genere dei primi risultati di definizione personale..negli anni in cui superavo brillantemente coi miei rapporti dell’infanzia le scuole sul mio terreno di base, i ritmi e i percorsi erano favorevoli, arrivarono i viaggi delle sigle estive tramite organismi cral, dove lavora mio padre, del resto da 30 come capotreno della forse azienda più in vista del miracolo controllo e servizio di tutta la Campania, che per quel che se ne dica è la mia amatissima Vesuviana, dove chiaramente ci passo sempre senza pagare..come scontato immaginarsi.

 

Dicevo l’ansia di fuggire, l’aria dei piccoli quartieri ti porta a pensare alle megalopoli e per molto tempo ho sognato Roma, stavo negli anni di liceo, invece a Portici, che mi ha trasmesso, la passione comunista per il senso di ribellione e di impronta e firma delle nostre scelte, anche se la prima adolescenza mi spingeva con simpatie di leader propri e convinti, di cui a tutt’oggi apprezzo la cautela e la cernita di pensiero nell’area di destra..ero un po’ attratta da beni e valori di riconoscenza per la nostra storia ai nostri partigiani e membri di costruzione delle nostre radici risorgimentali..che sul piano letterario mi riportano ad un incondizionato e puerile affetto per il manzoni e per il parini , anche se apprezzo il Verga di Mastro Don Gesualdo, come il Pirandello, dei classici..per poi letture di Goethe, Prevert,Wilde, Flubert,Hesse, il genere saggistica di S.Tommaso D’Aquino, , le Mille e una Notte, Isaac Singer,:Per un giorno di felicità e anche apprezzabilissimo undici minuti di Paolo Choelo…e tanta , tanta lettura nei testi di filologia semitica e scarsamente germanica.

 

Inutile dire un genere coltivato più per caso che per ferma conoscenza..il fumetto da diabolik, a Giulia sempre genere giallo. Su Diabolik, mi sono scoperta attenta imbastitrice di trame spionistiche, ma tratta vasi solo di un puro esercizio di espansione privata. In realtà all’università è stato un correre dietro articoli e pezzi di radio e di giornali e nonostante la previsione dei tempi, le oscillazioni incostanti, mi hanno dettato la via della libera professionista in qualità di free-lance….e allora articoli sul t.f.r. del Governo Padoa Shioppa, riforme scolastiche con Fioroni..alla prima inchiesta documentata e avvalorata di cotante firme sulla Gest-Line,ma un fiasco perché così come aprivamo una bozza di disegno, spuntava una cartella pazza da contestare-un lavoraccio-. Di tanto in tanto scrivo per dei trailer, su siti indipendenti e recensioni teatrali-letterarie di cui mi occupo personalmente..su autori emegenti da Matteo Oliviero:La nube Grigia, alle avventure di una adolescente di ginius meo. Poi amore per la filosofia…da sceglire come potragonista del mio libro il mio stesso docente di filosofia, che mi ha iniziata a questi mondi lunari del pendiero e della luce dell’anima:Enzo Del Gaudio, appunto…e poi inutile dire che ringrazio quelli di Roma da Franco Rina al mio splendido Roberto Cotroneo, gli amici, davvero tutti che mi hanno permesso di scivolare tra le pagine di questo libro con percezioni di sceneggiatura anche di canone e valore cinematografico, e con questo alludo sia solo ai flash-back e alle eco e voci di tipo filmato che compongono l’azione del romanzo..

 

Grazie a tutti per le voci e suoni che mi avete fatto ascoltare a riprova, che non si è soli quando si sceglie l’Arte di esportare un sogno, o un peregrino pensiero, che sia da un santuario a una mente sola che sospende la sua vita su quei pensieri , scalando gli stessi pendii..per completarne i terrapieni comuni con il territorio della trasmigrato ria fantasia.

 

Libro: La Stella nel quadro

 

Antefatto:

Si parla di una festa in maschera e questa è la metafora degli incontri e delle sbaccellature che si dicono e si ridicono, o peggio non verranno mai più dette o quel che peggio verranno ad arte costruite da chissa chi, che proprio a mestiere cogliera’ tutte quelle nostre intenzioni…e allora miei cari…ha inizio pure stavolta una storia interrotta, che necessariamente prevede che da ambo le parti ci sia un fastellame di mugugni e grugni muginati e rimuginati sulle fantasie nascoste, forse di una lunga lettera che arrivò , pure a destinazione, ma ahimè nelle mani sbagliate…e allora ha inizio il nostro racconto, quando ignari delle reciproche risposte, o comprensibilmente formati su ben mendaci propositi, Enzo traghettato alla fine della sua storia con Giulia,,,,richiama a sè tutta la sua indagine più fatalista dai percorsi battuti sulla foga dell’adolescenza con un tiro a canestro col figlio prossimo alla maturità…al credo o forse meglio chiamare alle inflessioni arabaicizzanti di una vecchia storia un po’ spionistica e un po’ meta-letteraria(che riporterà in vita un’opera e un autore quale il Tasso e le sue fisime da manicomio)….il tutto sulla scia di occupanti farneticazioni di una che pazza lo è sempre rimasta ed ora esorta dal futuro a fare i conti con i propri pregiudizi e le dicerie delle solite trappole del cuore e di quella benedetta età su cui era avvenuto tutto…come per due funamboli in un circo, dove senza rete è l’adolescenza e il funambolo che sceglie di lustrare i muscoli senza fare neanche le prove di presa, scappa alla vista della fune…e lei funambola farà il benedetto salto a capofitto, pur sapendo di non trovare la rete….come andrà…

Un’identita’ recuperata a frammenti e’ quella di Chiara, che alla fine coinvolta nell’attivismo politico, tova in parte la sua risposta….ma sarà il trafficante d’arte,,,,alle prese con il capolavoro che non ha mai decantato:L’Amore per la sua bella a ricompattare le trame di vecchie radici, svelte da istituti e passaggi di famiglie…in una sorta di risoluzione plautina si chiamano all’appello davvero il vecchio e il nuovo della trovata antica una sciarada e il dono ricomposto della sua aulularia e una Dark Lady –shekspeeriana che ritroverà il senno e il segnale d’avvio nella Fede del Rosario e della sua strada volta all’adozione, e chi era sempre scappato dal vuoto della fune, salta con lei per la prima volta a trovarsela senza forze per la dipartita del padre, che sapeva di quel lontano lamento,,,,,lui ritrova nella sura del destino la spiegazione dell’attesa, che non aveva saputo contemplare..,,e nella prolungata scena della farneticazione dei due ruoli sovrapposti del richiamo reciproco, sarà lui a figurarsela in ogni immagine e fino all’ultimo quel nome lo accompagnera’ a sfatare l’ultimo pregiudizio:Chiara diverra’ proprio la sua pazzia,mai vestita con l’abito giusto ovviamente per una festa in maschera…. 

  

 

Introduzione ….questo avveniva il giorno del loro primo incontro…circa 20 anni prima.

 

 

   Qualcuno a una festa in maschera vede mille volti e per caso, trovandosi ad essere invitato per la fine di un incontro, vede un’estranea senza maschera.

   È così che si chiama l’annebbiamento per chi si scorda di noi e ci ritiene vittime delle nostre impicciate età, tanto da mandarci su per i mulini e farci correre dietro il tempo per cercarli, senza darci tregua né libertà di incontrare un volto senza maschera al quale siederemmo accanto su una stessa panchina a giurarci di assolvere una promessa su tutte: un figlio che non sia un estraneo o un legame che si sceglie il martedì santo per interpretare il corso del creato nella sua posizione interna alle stelle.

   Ma se poi ti donassi la libertà e una promessa prima di partire, beh saremmo certamente noi se quella stella ci seguisse anche in capo al mondo per farci esprimere quel desiderio inespresso e se qualcuno ha imbrogliato le carte scrivendoti una lettera senza la mia firma, non preoccuparti, è il cielo che sta preparando la nebbia a guardare un po’ entro i confini del solo amore che conta: sei tu Enzo, io e te per sempre insieme, perché impazzire senza guida è possibile, farlo contando che ci sia pur quella guida metterà i troni al proprio posto e il diadema rosso al tuo capo, per  preparare tuo figlio a consegnarsi a quel cielo dove la sua stella leggerà pezzi di cielo e, a furia di guardarlo, mappe, indicazioni, suggestioni, vie o semplicemente dimore, ove il pensiero è il luogo degli incontri e più volte con se stessi, e l’anima va a passi di cielo per volare ancora, poi atterra, affonda, scoppia o ritorna a guardare il cielo.

   Siedi al tuo posto,  non avere dubbi, non stringere più il tuo vessillo, perché tu solo hai l’onore di far impazzire il corso di tutte quelle stelle.

 

 

   Un grazie ad ogni singolo lettore o semplicemente a chi ci butterà l’occhio solo per caso e magari lo sfoglierà pagina per pagina chiedendosi se lo leggerà mai…

 

La mia pagina:
http://www.libertaedizioni.net/certo

Marilena Certo

14/12/2009

SALUD LA RIVOLUZIONE – TEATRO DI BEPPE CASALES

Filed under: Recensioni — Administrator @ 13:06

ScreenHunter_192¡Salud! la rivoluzione di Beppe Casales, Libertà Edizioni 2009, è una sceneggiatura teatrale incentrata sulla rivoluzione-guerra civile spagnola. I personaggi principali, Buenaventura Durruti e Michele Bakunin Fanelli, si muovono in una trama articolata fra storia e invenzione, impegno politico, dramma, ironia. La successione degli atti segue lo svolgimento della realtà storica in cui il movimento rivoluzionario anarchico viene schiacciato dalla tattica delle grandi potenze, teoricamente nemiche ma sostanzialmente alleate contro l’ideologia libertaria, inesorabilmente sconfitta.

La scrittura rende la sceneggiatura avvincente come un romanzo breve, una conversazione in terza persona che trasporta il lettore. E diventa un monologo recitato dallo stesso autore nella rappresentazione omonima.

Con una scenografia minima Casales conduce gli spettatori in quel mondo, tratteggia l’anarchismo e i suoi seguaci, la quotidianità, il fascismo in Italia, la rivoluzione in Spagna, le strade di Barcellona, la poesia e la libertà. L’entusiasmo dei combattenti rivoluzionari contro la logica spietata della guerra diretta dagli schieramenti dominanti, tanto del versante dittatoriale quanto di quello democratico. Una logica così cruda da rendersi ridicola, così reale da apparire assurda. Il dramma diventa commedia, la farsa finisce in tragedia e lo spettatore rimane catturato dalle parole, le battute, le divagazioni fra gli ideali e le riflessioni su una sconfitta difficile a spiegarsi nella sua scomoda verità, con l’esito di milioni di morti, teatro di prova e preludio alla seconda guerra mondiale.  

Anna Alberico

NEL BUIO DELLE TUBATURE – FIABA ILLUSTRATA PER ADULTI DI ALESSIO POLLUTRI

Filed under: Recensioni — Administrator @ 12:13

ScreenHunter_395Nel buio delle tubature di Alessio Pollutri, Libertà Edizioni 2009, è una sorta di fiaba illustrata in versi. La cadenza della filastrocca, le immagini, i piccoli quadri a racchiudere le poesie, gli intermezzi in prosa, accompagnano il lettore nel viaggio entro le profondità oscure dell’animo umano. Personaggi ed entità ricorrenti, il principe, i tarocchi, la fanciulla, il fiume, s’alternano con ibridi ridicoli o mostruosi, oggetti viventi, simbolismi, connessioni estranianti, a costruire una magia d’inquietante allegria. L’alternanza dei brani strutturata dall’autore costruisce la trama narrativa di un immaginario mondo sotterraneo dall’atmosfera cupa e soffocante, nel quale s’intrecciano ilarità e orrore, in un contrasto di luci e ombre dagli effetti allucinanti e commoventi, con un’ironia a tratti struggente e uno stile sorprendente.  

Dal testo l’autore ha tratto uno spettacolo da lui recitato che metterà in scena in occasione delle presentazioni del libro.

Anna Alberico

09/12/2009

SEDICI MILIONI DI COLORI – PROSE LIRICHE DI BARBARA CANNETTI

Filed under: Recensioni — Administrator @ 14:59

ScreenHunter_225La struttura della prosa e la cadenza ritmica della poesia, il frammento, il verso libero, la rima, si alternano in composizioni di varia estensione e tema, uniti dagli effetti singolari del colore e dell’incontro degli opposti. Le parole trasportano il lettore sui temi portanti, la vita e la morte, la sofferenza, il sogno, la speranza, la libertà, l’amore, l’esclusione, ogni valore trasmette con questa scrittura originale un toccante messaggio. Un’introspezione profonda, estrema, diretta dall’autrice con intelligente lucidità e logica provocatoria, creando un mondo di straordinaria sensibilità, un tumulto di pace, un anelito dal fondo del dolore, una lotta contro la rassegnazione, una cascata di luce colorata sull’opaca indifferenza che spesso sommerge il senso d’esistere.

Anna Alberico

04/12/2009

RENATO PEZZANO – L’ANIMA NELLE MANI

Filed under: Recensioni — Administrator @ 17:15

manipezzabnL’anima nelle mani di Renato Pezzano, Libertà Edizioni 2009, è il diario interiore di un percorso musicale. L’autore ripercorre la sua carriera di chitarrista dagli esordi (all’inizio degli anni ’90) a oggi, scandendo il tempo anno dopo anno, presentando con sensibile semplicità la commistione di arte e mestiere, anima e mani. Le esperienze musicali e le loro dinamiche s’intrecciano con le sue vicissitudini, la crescita, gli incontri, le prospettive, i sogni, le delusioni, in una serie di flashback che sono solo “la minima parte delle migliaia  di sensazioni che ho provato in questo cammino”. Con uno stile fluido, un tono allegro e nel contempo intimo, le pagine scorrono verso gli snodi tra eventi, musica e scrittura. Musica di diversi generi, rock, blues, pop, secondo le occasioni. E una musica sua, le sue composizioni, che si possono ascoltare sul CD Il colore del vento: una sorta di sintesi musicale e introspettiva dal 2001 al 2008, psichedelico, blues e floyd, un linguaggio di suoni e note che si rispecchia nelle sue parole.

Anna Alberico

FRANCO BOMPREZZI – TURISMO SENZA BARRIERE

Filed under: Recensioni — Administrator @ 16:40

http://www.bol.it/remainders/Turismo-senza-barriere/Franco-Bomprezzi-Giovanni-Merlo/ea978883652575/

02/12/2009

HANDICAP POWER – ROMANZO DI FRANCO BOMPREZZI

Filed under: Recensioni — Administrator @ 11:14

ScreenHunter_428http://www.superabile.it/web/it/canali_tematici/viaggi_e_tempo_libero/news/info1306538892.html

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