Biografia:
MARILENA CERTO, nasce a Napoli, in particolare nella periferia orientale, area ad alta densità di abbandono dell’età prescolare dei presidi scolastici, forte tasso di disoccupazione e un decadente aspetto urbano-paesaggistico; soltanto di recente recuperato a monte di spennellamenti ed imbastimenti dei beni più architettonicamente da salvaguardare a cui fa man forte centri e circoli ricreativi, nonchè l’impianto sportivo per eccellenza “Il Centro Ester”, dove pure ho offerto il mio contributo nell’azione saltuaria di volontariato e dei gruppi di sostegno dell’infanzia e della musica, oltre che soprattutto una precipua distinzione nello studio seminaristico, a monte di convegni e incontri, atti all’applicazione del Messaggio e della sua peregrina OPERA di esportazione con spostamenti nei luoghi e nelle dimore care al sacro impegno della fede, da Lourdes …all’onnipresente San Giovanni Rotando, ove porto di volta in volta il mio credo rinfrancato di speme e tensione votiva, imperniate sulla tenacia e sulla ricerca del diverso che solo la vera Forza della Fede può riscattare.
Esco da una maturità faticosa negli anni in cui mi impegnavo con il mondo della moda e dello spettacolo, in realtà non a discapito di quel marchingegno, che si chiama lavoro,che mi ha fatto scoprire però la dedizione per la corsa e la pratica sportiva disciplinata e costante, anche se ultimamente causa impegni e fattori fisici, mi hanno costretta a sospendere per un bel pezzo.. e sin qui trova questa specificazione, ma in realtà per una sempre combattuta ansia di evadere dalla propria famiglia, seconda di quattro figli, vicina alla prima per poco meno di un anno e agli altri due con margini più dilatati..esco indenne dai conflitti delle prime scoperta, perché , forse , il carattere più volitivo mi imponevano di avanzare sempre in avanscoperta con i genitori e con le conquiste in genere dei primi risultati di definizione personale..negli anni in cui superavo brillantemente coi miei rapporti dell’infanzia le scuole sul mio terreno di base, i ritmi e i percorsi erano favorevoli, arrivarono i viaggi delle sigle estive tramite organismi cral, dove lavora mio padre, del resto da 30 come capotreno della forse azienda più in vista del miracolo controllo e servizio di tutta la Campania, che per quel che se ne dica è la mia amatissima Vesuviana, dove chiaramente ci passo sempre senza pagare..come scontato immaginarsi.
Dicevo l’ansia di fuggire, l’aria dei piccoli quartieri ti porta a pensare alle megalopoli e per molto tempo ho sognato Roma, stavo negli anni di liceo, invece a Portici, che mi ha trasmesso, la passione comunista per il senso di ribellione e di impronta e firma delle nostre scelte, anche se la prima adolescenza mi spingeva con simpatie di leader propri e convinti, di cui a tutt’oggi apprezzo la cautela e la cernita di pensiero nell’area di destra..ero un po’ attratta da beni e valori di riconoscenza per la nostra storia ai nostri partigiani e membri di costruzione delle nostre radici risorgimentali..che sul piano letterario mi riportano ad un incondizionato e puerile affetto per il manzoni e per il parini , anche se apprezzo il Verga di Mastro Don Gesualdo, come il Pirandello, dei classici..per poi letture di Goethe, Prevert,Wilde, Flubert,Hesse, il genere saggistica di S.Tommaso D’Aquino, , le Mille e una Notte, Isaac Singer,:Per un giorno di felicità e anche apprezzabilissimo undici minuti di Paolo Choelo…e tanta , tanta lettura nei testi di filologia semitica e scarsamente germanica.
Inutile dire un genere coltivato più per caso che per ferma conoscenza..il fumetto da diabolik, a Giulia sempre genere giallo. Su Diabolik, mi sono scoperta attenta imbastitrice di trame spionistiche, ma tratta vasi solo di un puro esercizio di espansione privata. In realtà all’università è stato un correre dietro articoli e pezzi di radio e di giornali e nonostante la previsione dei tempi, le oscillazioni incostanti, mi hanno dettato la via della libera professionista in qualità di free-lance….e allora articoli sul t.f.r. del Governo Padoa Shioppa, riforme scolastiche con Fioroni..alla prima inchiesta documentata e avvalorata di cotante firme sulla Gest-Line,ma un fiasco perché così come aprivamo una bozza di disegno, spuntava una cartella pazza da contestare-un lavoraccio-. Di tanto in tanto scrivo per dei trailer, su siti indipendenti e recensioni teatrali-letterarie di cui mi occupo personalmente..su autori emegenti da Matteo Oliviero:La nube Grigia, alle avventure di una adolescente di ginius meo. Poi amore per la filosofia…da sceglire come potragonista del mio libro il mio stesso docente di filosofia, che mi ha iniziata a questi mondi lunari del pendiero e della luce dell’anima:Enzo Del Gaudio, appunto…e poi inutile dire che ringrazio quelli di Roma da Franco Rina al mio splendido Roberto Cotroneo, gli amici, davvero tutti che mi hanno permesso di scivolare tra le pagine di questo libro con percezioni di sceneggiatura anche di canone e valore cinematografico, e con questo alludo sia solo ai flash-back e alle eco e voci di tipo filmato che compongono l’azione del romanzo..
Grazie a tutti per le voci e suoni che mi avete fatto ascoltare a riprova, che non si è soli quando si sceglie l’Arte di esportare un sogno, o un peregrino pensiero, che sia da un santuario a una mente sola che sospende la sua vita su quei pensieri , scalando gli stessi pendii..per completarne i terrapieni comuni con il territorio della trasmigrato ria fantasia.
Libro: La Stella nel quadro
Antefatto:
Si parla di una festa in maschera e questa è la metafora degli incontri e delle sbaccellature che si dicono e si ridicono, o peggio non verranno mai più dette o quel che peggio verranno ad arte costruite da chissa chi, che proprio a mestiere cogliera’ tutte quelle nostre intenzioni…e allora miei cari…ha inizio pure stavolta una storia interrotta, che necessariamente prevede che da ambo le parti ci sia un fastellame di mugugni e grugni muginati e rimuginati sulle fantasie nascoste, forse di una lunga lettera che arrivò , pure a destinazione, ma ahimè nelle mani sbagliate…e allora ha inizio il nostro racconto, quando ignari delle reciproche risposte, o comprensibilmente formati su ben mendaci propositi, Enzo traghettato alla fine della sua storia con Giulia,,,,richiama a sè tutta la sua indagine più fatalista dai percorsi battuti sulla foga dell’adolescenza con un tiro a canestro col figlio prossimo alla maturità…al credo o forse meglio chiamare alle inflessioni arabaicizzanti di una vecchia storia un po’ spionistica e un po’ meta-letteraria(che riporterà in vita un’opera e un autore quale il Tasso e le sue fisime da manicomio)….il tutto sulla scia di occupanti farneticazioni di una che pazza lo è sempre rimasta ed ora esorta dal futuro a fare i conti con i propri pregiudizi e le dicerie delle solite trappole del cuore e di quella benedetta età su cui era avvenuto tutto…come per due funamboli in un circo, dove senza rete è l’adolescenza e il funambolo che sceglie di lustrare i muscoli senza fare neanche le prove di presa, scappa alla vista della fune…e lei funambola farà il benedetto salto a capofitto, pur sapendo di non trovare la rete….come andrà…
Un’identita’ recuperata a frammenti e’ quella di Chiara, che alla fine coinvolta nell’attivismo politico, tova in parte la sua risposta….ma sarà il trafficante d’arte,,,,alle prese con il capolavoro che non ha mai decantato:L’Amore per la sua bella a ricompattare le trame di vecchie radici, svelte da istituti e passaggi di famiglie…in una sorta di risoluzione plautina si chiamano all’appello davvero il vecchio e il nuovo della trovata antica una sciarada e il dono ricomposto della sua aulularia e una Dark Lady –shekspeeriana che ritroverà il senno e il segnale d’avvio nella Fede del Rosario e della sua strada volta all’adozione, e chi era sempre scappato dal vuoto della fune, salta con lei per la prima volta a trovarsela senza forze per la dipartita del padre, che sapeva di quel lontano lamento,,,,,lui ritrova nella sura del destino la spiegazione dell’attesa, che non aveva saputo contemplare..,,e nella prolungata scena della farneticazione dei due ruoli sovrapposti del richiamo reciproco, sarà lui a figurarsela in ogni immagine e fino all’ultimo quel nome lo accompagnera’ a sfatare l’ultimo pregiudizio:Chiara diverra’ proprio la sua pazzia,mai vestita con l’abito giusto ovviamente per una festa in maschera….
Introduzione ….questo avveniva il giorno del loro primo incontro…circa 20 anni prima.
Qualcuno a una festa in maschera vede mille volti e per caso, trovandosi ad essere invitato per la fine di un incontro, vede un’estranea senza maschera.
È così che si chiama l’annebbiamento per chi si scorda di noi e ci ritiene vittime delle nostre impicciate età, tanto da mandarci su per i mulini e farci correre dietro il tempo per cercarli, senza darci tregua né libertà di incontrare un volto senza maschera al quale siederemmo accanto su una stessa panchina a giurarci di assolvere una promessa su tutte: un figlio che non sia un estraneo o un legame che si sceglie il martedì santo per interpretare il corso del creato nella sua posizione interna alle stelle.
Ma se poi ti donassi la libertà e una promessa prima di partire, beh saremmo certamente noi se quella stella ci seguisse anche in capo al mondo per farci esprimere quel desiderio inespresso e se qualcuno ha imbrogliato le carte scrivendoti una lettera senza la mia firma, non preoccuparti, è il cielo che sta preparando la nebbia a guardare un po’ entro i confini del solo amore che conta: sei tu Enzo, io e te per sempre insieme, perché impazzire senza guida è possibile, farlo contando che ci sia pur quella guida metterà i troni al proprio posto e il diadema rosso al tuo capo, per preparare tuo figlio a consegnarsi a quel cielo dove la sua stella leggerà pezzi di cielo e, a furia di guardarlo, mappe, indicazioni, suggestioni, vie o semplicemente dimore, ove il pensiero è il luogo degli incontri e più volte con se stessi, e l’anima va a passi di cielo per volare ancora, poi atterra, affonda, scoppia o ritorna a guardare il cielo.
Siedi al tuo posto, non avere dubbi, non stringere più il tuo vessillo, perché tu solo hai l’onore di far impazzire il corso di tutte quelle stelle.
Un grazie ad ogni singolo lettore o semplicemente a chi ci butterà l’occhio solo per caso e magari lo sfoglierà pagina per pagina chiedendosi se lo leggerà mai…
La mia pagina:
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Marilena Certo